sabato 5 novembre 2011

a dirne una, sinceramente non so che dire, ho da portare un rullino a sviluppare, ma non ho molta voglia, tanto non ci sono foto tue.

giovedì 6 ottobre 2011

miepoesieinutili

in piazza
a monaco, a parigi, a chicago, a belgrado
mio malgrado ci sei.

sabato 3 settembre 2011

so mancare

E mentre piangevamo come degli stupidi, io guardando le mie mani e tu guardando il mio volto, avevamo sotto i nostri culi e sotto i miei piedi scalzi quei cazzo di volantini. Erano ovunque, distesi sul pavimento di camera tua. E tu mi dicevi di non andare via subito, di restare, mi offrivi un'altra sigaretta. Io la fumavo camminando avanti e indietro come una pazza e guardando tutto nei minimi particolari per non dimenticarli. Poi mi suggerivi di lavarmi la faccia perché il trucco era andato. Ma dio cane fra tutte le cose dell'eyeliner sbavato ci dovevamo preoccupare! E dopo aver seguito il tuo consiglio mi dicevi che ti sarei mancata e io mi asciugavo la faccia dicendo con la voce soffocata dall'asciugamano frasi sarcastiche come "So mancare".

venerdì 12 agosto 2011

Io amo Barbablu

Avrò avuto su per giù 8 anni, o di meno, andai ad uno spettacolo tetrale che trattava di Barbablu. E mi innamorai di lui.

giovedì 11 agosto 2011

Perché viviamo d(')istanti?

Voglio davvero sapere perché viviamo distanti? Forse no. Mi basta pensare che se qualcuno guarda il cielo la notte di San Lorenzo forse qualcosa in cui sperare ce l'ha ancora. C'era ancora nell'aria il profumo di asfalto, come un anno fa, ma non c'era più la mia voce e le mie mani protese verso le stelle. Non c'ero più io, c'era una penna però e delle cose scritte fin troppo bene contando che non c'era luce. C'era qualcuno che mi mandava messaggi instrisi di dolcezza lacrimogena. E ci sono io che quando lo vedo entrare su skype mi alzo dalla sedia e me ne vado perché è proprio un coglione, però poi torno, ma lui rimane un coglione.


giovedì 21 luglio 2011

Penso sempre che se dovessi scegliere tra te e una qualasiasi altra persona sceglierei sempre te.

Ti prego scappa, prendi un aereo torna in Italia ma soprattutto torna da me, non ce la faccio più. Oppure prendi la barca e poi l'autostrada e ci vediamo a metà strada per vedere l'alba, no? Mi manchi. E mi manca il nostro arrivederci che non c'è stato perché ce lo leggevamo negli occhi, ma non avevamo il coraggio di dirlo ad alta voce. Mi hai appena inviato un messaggio e il tuo entusiasmo mi colpisce ogni volta, anche il tuo modo di raccontarmi tutto in pochissime righe e ti immagino con quella 'felpona calda della cambridge university' e mi manca il fiato.
Davvero, torna. O aspettami, insomma vediamoci da qualche parte. Devo abbracciarti e prepararti la colazione, altro che starbucks, loro non ti scriverebbero frasi carine con una bic nera su tovaglioli colorati. 
E ascoltando la canzone che mi dedicasti mi vengono in mente le facce stupide e improponibili che in pineta facevo per, come dici tu, conquistarti (nemmeno fossi l'america) mentre gli altri parlavano di musica o di cose che a stento in noi trovavano un senso; abbiamo questo modo carino di estraniarci da tutto e da tutti, anche correndo giù per le scale (ulteriormente per non salutarci) come se fossimo soltanto noi due e nessuno mi stesse aspettando fuori con la macchina. O quella volta che ti feci comprare sigarette che non ti piacquero per niente e mi sentii un po' in colpa...
e ribadisco, il titolo di questo post. sempre. sempre.


martedì 19 luglio 2011

Ma di cosa parlavamo una volta quando parlavamo sempre senza interruzioni?


E' la domanda che mi faccio sempre, perché le relazioni con me partono da tantissime parole per poi concludersi con sporadiche lettere messe a casaccio. E mi chiedo cos'avessi tanto da dire. Per esempio oggi avrei da raccontare dell'airone che ho visto a Carrara mentre si specchiava nel fiume o di come sia bella questa città nei giorni uggiosi o della signora con il cane che incontrammo quella volta nei giardinetti del comune, che mi ha guardato e sorriso, probabilmente per cordialità e non perché si ricordasse chi sono.
Avrei da raccontare anche altre cose ma non posso e non capisco nemmeno perché mi sia messa in questa situazione.


 

giovedì 14 luglio 2011

E i discorsi su vite future da albero e gli alberi di Marina che sono numerati, chissà poi per quale strano motivo e le barbe dei tuoi amici che sono un sacco belle.