Voglio davvero sapere perché viviamo distanti? Forse no. Mi basta pensare che se qualcuno guarda il cielo la notte di San Lorenzo forse qualcosa in cui sperare ce l'ha ancora. C'era ancora nell'aria il profumo di asfalto, come un anno fa, ma non c'era più la mia voce e le mie mani protese verso le stelle. Non c'ero più io, c'era una penna però e delle cose scritte fin troppo bene contando che non c'era luce. C'era qualcuno che mi mandava messaggi instrisi di dolcezza lacrimogena. E ci sono io che quando lo vedo entrare su skype mi alzo dalla sedia e me ne vado perché è proprio un coglione, però poi torno, ma lui rimane un coglione.
giovedì 11 agosto 2011
venerdì 29 luglio 2011
giovedì 21 luglio 2011
Penso sempre che se dovessi scegliere tra te e una qualasiasi altra persona sceglierei sempre te.
Ti prego scappa, prendi un aereo torna in Italia ma soprattutto torna da me, non ce la faccio più. Oppure prendi la barca e poi l'autostrada e ci vediamo a metà strada per vedere l'alba, no? Mi manchi. E mi manca il nostro arrivederci che non c'è stato perché ce lo leggevamo negli occhi, ma non avevamo il coraggio di dirlo ad alta voce. Mi hai appena inviato un messaggio e il tuo entusiasmo mi colpisce ogni volta, anche il tuo modo di raccontarmi tutto in pochissime righe e ti immagino con quella 'felpona calda della cambridge university' e mi manca il fiato.
Davvero, torna. O aspettami, insomma vediamoci da qualche parte. Devo abbracciarti e prepararti la colazione, altro che starbucks, loro non ti scriverebbero frasi carine con una bic nera su tovaglioli colorati.
E ascoltando la canzone che mi dedicasti mi vengono in mente le facce stupide e improponibili che in pineta facevo per, come dici tu, conquistarti (nemmeno fossi l'america) mentre gli altri parlavano di musica o di cose che a stento in noi trovavano un senso; abbiamo questo modo carino di estraniarci da tutto e da tutti, anche correndo giù per le scale (ulteriormente per non salutarci) come se fossimo soltanto noi due e nessuno mi stesse aspettando fuori con la macchina. O quella volta che ti feci comprare sigarette che non ti piacquero per niente e mi sentii un po' in colpa...
e ribadisco, il titolo di questo post. sempre. sempre.
martedì 19 luglio 2011
Ma di cosa parlavamo una volta quando parlavamo sempre senza interruzioni?
Avrei da raccontare anche altre cose ma non posso e non capisco nemmeno perché mi sia messa in questa situazione.
sabato 16 luglio 2011
I put two finger in my throat and i seek my heart in vomit.
Ma non ho trovato niente, se non altro il senso di colpa dopo se n'è andato.
giovedì 14 luglio 2011
lunedì 4 luglio 2011
domenica 26 giugno 2011
Ieri sera quando mi hai chiamato avevo tantissima voglia di dirti vieni da me e dormiamo insieme un'altra volta, ma alla fine ho preferito dirti ci sentiamo...oggi dato che è l'una passata e tu hai detto certo e hai fatto finta di trattarmi male, ma sei risultato ancora più dolce del solito, perchè d'altronde non dovrebbe essere tutto carino uno che è stato lasciato da due settimane dalla sottoscritta. Ma proprio non ce la fai.
Non hai ancora imparato a salutare al telefono, comunque.
domenica 19 giugno 2011
I proiettili sparati nel mio stomaco ci facevano da ninna nanna e tu ti addormantavi sempre prima di me, che continuavo a ripetere quella canzone dopo avere passato la mezz'ora precedente a cercarla su internet, ma niente e prima di andartene poco fa mi hai detto "Appena sarò via scommetto che riproverai a cercarla" e io ti ho detto di sì, che se non l'avessi trovata sarei stata molto triste e hai sorriso. Ti ho chiesto se conoscessi certe persone, ma già dormivi e così mi sono messa a pensare ai nostri discorsi su quanti piani ha la mia scuola e sulla gente che si è rovinata i polsi e le vene, che non è poi tanto diversa da noi, e sui miei capelli lunghissimi. Mi giro, ti abbraccio, ma il tuo respiro è sempre troppo irregolare e non riesco a dormire. Al mattino poi mi dici "Mi dai qualcosa da mangiare?" e ti dico cinque minuti perchè devo riprendermi poi arriva Otto, ha fame anche lui, così mi alzo con l'intento di sfamare entrambi. Ti dico che te lo faccio io il caffè dato che a te non riesce bene (come la sera prima, ma ti avevo detto che non era poi così male) ma hai fatto di testa tua, come sempre, e alla fine l'hai gettato perchè era, appunto, annacquato.
Poi ti ho guardato mentre ti lavavi i denti e ti guardavi allo specchio e ho pensato a quanto volessi essere più forte per poterti stringere meglio e non farti andare mai via.
lunedì 6 giugno 2011
Sono arrivata ad una grande conclusione.
Il mio problema è che non riesco a rendere felici le persone, proprio non ce la faccio e per questo poi mi allontano, perchè so che fallirò in tutto ciò che vi aspettate da me.
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