domenica 19 giugno 2011

I proiettili sparati nel mio stomaco ci facevano da ninna nanna e tu ti addormantavi sempre prima di me, che continuavo a ripetere quella canzone dopo avere passato la mezz'ora precedente a cercarla su internet, ma niente e prima di andartene poco fa mi hai detto "Appena sarò via scommetto che riproverai a cercarla" e io ti ho detto di sì, che se non l'avessi trovata sarei stata molto triste e hai sorriso. Ti ho chiesto se conoscessi certe persone, ma già dormivi e così mi sono messa a pensare ai nostri discorsi su quanti piani ha la mia scuola e sulla gente che si è rovinata i polsi e le vene, che non è poi tanto diversa da noi, e sui miei capelli lunghissimi. Mi giro, ti abbraccio, ma il tuo respiro è sempre troppo irregolare e non riesco a dormire. Al mattino poi mi dici "Mi dai qualcosa da mangiare?" e ti dico cinque minuti perchè devo riprendermi poi arriva Otto, ha fame anche lui, così mi alzo con l'intento di sfamare entrambi. Ti dico che te lo faccio io il caffè dato che a te non riesce bene (come la sera prima, ma ti avevo detto che non era poi così male) ma hai fatto di testa tua, come sempre, e alla fine l'hai gettato perchè era, appunto, annacquato.
Poi ti ho guardato mentre ti lavavi i denti e ti guardavi allo specchio e ho pensato a quanto volessi essere più forte per poterti stringere meglio e non farti andare mai via.

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