venerdì 28 settembre 2012

Il mio corpo sta iniziando a comportarsi come cazzo vuole. Mi sembra di aver perso il controllo.
In risposta alla tristezza c'è il vomito.
Passo sempre più tempo in bagno. E nessuno si accorge di un cazzo.

venerdì 7 settembre 2012

i diciassette anni più incasinati del cosmo

Il mare mi sembra vagamente il lago man mano che ci avviciniamo. Più volte sono tentata di chiamarlo così, lago, ma mi blocco, sarebbe troppo difficile da spiegare poi. È sempre difficile da spiegare con te. Anzi, è fin troppo facile, perché da spiegarci non abbiamo niente, ci guardiamo e sappiamo già tutto. Mi chiedo se nella tua mente ci sia lo stesso casino che c'è nella mia ogni volta, va a finire che dico solo cose stupide. Credo davvero che sappiamo tutto fin troppo bene, quello che c'è in ballo e quello che balliamo noi, poi, vicino alla spiaggia. Il sole ci fa brillare (diamogli questa soddisfazione) e io sono costretta a tenermi il braccio sugli occhi perché c'è troppa luce, tu invece sei stato furbo. La posizione è scomoda, gli scogli si prendono a pugni con le mie ossa, quasi cado ma tu mi stringi a te. E in quel momento avrei voluto essere tanti mesi fa, quando le cose sarebbero potute andare in un modo diverso, quando non c'era il mare a cullarci. Ce le diciamo, le cose, ma in modo ambiguo e ci confondiamo ancora di più.
Ti ho baciato sotto il labbro e non ho la benché minima idea di quello che volesse significare, mi sono ritratta e mi hai guardato come dire "è tutto qui"?
 No purtroppo è molto di più.

Chicago suburbs

Dal secondo piano aperto dell’autobus guardavo il Lago Michigan con il vento tra i capelli e ti pensavo, pensavo a tutto quello che c’era e non c’era stato e pensavo che tu probabilmente stavi dormendo, non so quanto bene, senza di me. http://www.flickr.com/photos/giudykuran/7948744430/

mercoledì 5 settembre 2012

martedì 4 settembre 2012

ci risiamo

Ed è in giornate come queste che ricomincio a scrivere e ad aprirmi un po', più che altro con me stessa. Giornate come questa in cui il cielo è grigio, la finestra semichiusa ma aperta quanto basta a farmi venire in brividi ad ogni folata di vento. Giornate in cui sentire la porta che sbatte e realizzare di essere in casa da sola mi fa correre in bagno e mi fa vomitare tutto il (troppo) poco che ho mangiato. Poi mi guardo allo specchio con gli occhi iniettati di sangue e la cosa quasi mi gratifica.
Ho realizzato che l'amore mi fa male, o forse le persone che amo in generale. Sono in grado di farmi scavare dentro dei tunnel e sebbene io sappia com'è finita la scorsa volta non ho in mente di fare niente per cambiare questa situazione. Perché sopportare il mio dolore è una cosa che so fare.
Quando si tratta di quello degli altri è un altro paio di maniche.
Ma questa è un'altra storia.