Il mare mi sembra vagamente il lago man mano che ci avviciniamo. Più volte sono tentata di chiamarlo così, lago, ma mi blocco, sarebbe troppo difficile da spiegare poi. È sempre difficile da spiegare con te. Anzi, è fin troppo facile, perché da spiegarci non abbiamo niente, ci guardiamo e sappiamo già tutto. Mi chiedo se nella tua mente ci sia lo stesso casino che c'è nella mia ogni volta, va a finire che dico solo cose stupide. Credo davvero che sappiamo tutto fin troppo bene, quello che c'è in ballo e quello che balliamo noi, poi, vicino alla spiaggia. Il sole ci fa brillare (diamogli questa soddisfazione) e io sono costretta a tenermi il braccio sugli occhi perché c'è troppa luce, tu invece sei stato furbo. La posizione è scomoda, gli scogli si prendono a pugni con le mie ossa, quasi cado ma tu mi stringi a te. E in quel momento avrei voluto essere tanti mesi fa, quando le cose sarebbero potute andare in un modo diverso, quando non c'era il mare a cullarci. Ce le diciamo, le cose, ma in modo ambiguo e ci confondiamo ancora di più.
Ti ho baciato sotto il labbro e non ho la benché minima idea di quello che volesse significare, mi sono ritratta e mi hai guardato come dire "è tutto qui"?
No purtroppo è molto di più.
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