lunedì 26 agosto 2013

Cambiamenti

Sono sempre stata una persona incostante. Sempre indecisa e sempre con la voglia di cambiare tutto, anche le piccole cose, le foto profilo degli account, gli sfondi dei blog. Ho imparato a lasciare le cose invariate adesso. Ma dopo anni era giunta l'ora di cambiare e dare aria a questo postaccio.Non so se funzioni come con i capelli, ma che porti cambiamenti? Non sono sicura di sentirne la necessità. Mi sembra di non provare più alcuna cosa, mi sembra che tra tutte le altre cose io abbia vomitato anche il cuore. 
Ho imparato a mettere la pellicola sul telefono.
Mi ero fatta crescere le unghie come non mai, me lo sono mangiate.
Ho guardato un film horror per la prima volta al cinema.
Un granchio ha camminato allegramente sulla mia pancia.
Ho chiuso con la mia migliore amica.
Ho mangiato una barca di sushi da sola.
E altre cose che ora non ricordo.


lunedì 29 aprile 2013

vaffanculo #1 (perché so che ce ne saranno ancora altre)

Mi dico
non c'è qualcuno che non mi abbia mai delusa nell'ultimo periodo

Mi dico
non c'è qualcuno che non mi abbia mai delusa
e basta

Poi
penso
come si fa di solito a tarda notte
ma alle sette di sera
chissà quante persone ho deluso io
e allora
vaffanculo
e potete mandarmici
anche voi

sabato 27 aprile 2013

anni zero

Mentre qualcuno si chiede che cosa raccontare di questi anni zero
io rispondo che parlerei di te
di noi
di voi

di come siamo stati bravi a non parlare

a darci degli addii meravigliosi senza dirci alcuna cosa

Racconterei di tutte le lacrime che ho versato
vomitato
quelle in cui sono naufragata
inciampata

Dei baci nascosti
delle scalinate
delle risate a dirotto
e a dire tutti gli altri numeri...


lunedì 1 aprile 2013

inno alla città

Questa è una cosa che avrei voluto scrivere la scorsa notte, ma mi si chiudevano gli occhi. Ci ho pensato tutto il tempo e le parole dentro proprio non volevano stare. Pensavo che ho sempre difficoltà ad addormentarmi in posti sperduti nel nulla, non in quanto tali, ma perché vi è troppo silenzio. Sono abituata a vivere con il suono delle ruote sull'asfalto, dei clackson, dei bambini che strillano e le madri che urlano loro di non attraversare la strada, e mi piace. Le città parlano. Amo i prati e la campagna, ma la città parla. A notte fonda si sente un suono profondo come se da un punto di luce si irradiassero dei raggi, la cui luminosità va illanguidendosi man mano che si allontanano dal centro, ed è bellissimo.

giovedì 7 febbraio 2013

SONO INCAZZATA NERA

Facendo due conti, facendo due calcoli, insomma, nella mia vita non ho fatto altro che perdere.
Ho perso persone che non sono stata in grado di tenere stretta a me, a cui non sono stata mai abbastanza vicina, a cui non ho mai dimostrato quello che avrei voluto e dovuto. Ho perso le parti più importanti di me. Ho perso occasioni di urlare le cose in faccia a qualcuno. Ho perso tempo. Ho perso le parole. Ho perso anche me stessa.
Ma dio cane fatemi perdere anche peso

mercoledì 30 gennaio 2013

Qualcuno una volta mi ha detto che una persona come me ha tutto il diritto di aspettarsi qualcosa dalle persone.
A me sembra sempre di chiedere troppo. Niente, solo di essere ascoltata. Voglio essere presa e voglio che mi venga urlato in faccia perché cazzo fai così? E invece niente. Qualche buona anima che legge queste stupide parole ogni tanto mi chiede come sto o mi dice di smetterla o di smetterla di iniettarmi gli occhi di sangue, come se servisse a qualcosa. Vivo in una continua e malsana competizione con me stessa, ci siamo io ed io e chi non vince è uno schifo. E perdo sempre. Mi sembra di perdere sempre.

martedì 27 novembre 2012

L'importanza di non sapere i nomi

A scuola guida con me c'è un ragazzo che non avevo mai visto prima. Ha un gran bel viso e non perché sia bello. Ha un bel viso perché è un viso vissuto, e si vede. Ha una cicatrice che gli attraversa la palpebra superiore fino al sopracciglio e qualcuna forse vicino alla bocca o sulle guance, non lo so, non lo guardo mai troppo per paura di essere invadente. Mi ha spiegato che sono ciò che resta di un incidente e mi ha mostrato le mani (immagino avesse delle cicatrici anche lì, non riuscii a coglierle). Mi ha detto di aver fatto un bel volo, in motorino e che fu colpa sua. Ride. Dice ogni volta buona sera, è cordiale. Ha un forte accento toscano che non lo rende volgare ma più simpatico di quanto sia già. È di Prato. Torna là ogni weekend, per questo non è mai presente alla lezione del venerdì. E ci chiede cosa abbiamo fatto e quando gli dico il comportamento in caso di incidente impreca "Noo, io metto sotto tutti e non so come fare, li lascio lì" "Il numero dell'ambulanza lo conosci?" si illumina. "Sì, 118, quello lo so, ma poi, dai, un medico in giro c'è sempre". Ha scarponcini molto belli e mi piacciono. Lavora a Massa, fa le perle (?), l'altra sera non è potuto venire al corso perché doveva spegnere il forno e solo lui sa farlo. Ha un anno più di me e non va più a scuola da quando aveva 16 anni. "Perché?" gli hanno chiesto. "Bocciavo". "Forse è il caso che vai a lavorare" riporta il discorso del padre. È simpatico. Lo dice anche Fede. Fede gli dice che siamo allo scientifico, in quinta. Sgrana gli occhi. Rido "Che faccia". Era all'alberghiero, dice. Sorrido e quasi esaltata dico "E sai cucinare?". "Ovvio". Anche Fede voleva andare in quella scuola. "Ero partito con l'idea di fare il cuoco..." Sì poi non ricordo come fosse proseguito il discorso. Dice che dove abitava lui, a Prato, non conosce i nomi delle persone.
E io pensandoci non conosco il suo.
Però è simpatico, ha degli occhi molto dolci e mi offre caffè che mai prenderò. Ed ha un gran bel viso, ha un bel viso perché è un viso vissuto, e io lo vedo sempre.

mercoledì 21 novembre 2012

Mi sento come lo scorso 31 dicembre, quando dopo aver preso a pugni tutti i mobili e i divani letti, dopo essermi incriccata le costole contro i sassi ricoperti di neve sono caduta sul ghiaccio e papale papale ho sbattuto il mento e sono rimasta lì confusa e nessuno mi ha aiutato a rialzarmi.

martedì 6 novembre 2012

(enjambment)

Vorrei andarmene, non per fuggire, fuggirei solo da me stessa e mi pare un po' difficile. Andrei in un posto dove respirare bene, in mezzo alla neve e alle luci delle piccole case al crepuscolo in Norvegia, lungo le distese di ghiaccio sul quale spesso scivolavo, un classico.
Per una volta, vorrei buttare via tutto quell'amore che ho dentro. Mi sta sfuggendo dalle mani, dalla bocca.
Non so più dove infilarlo.
Saprei che farne se fosse di meno.
Esplode e io implodo.
So che  l'amore si divide solo tra due persone
non tre (enjambment)

diamo i numeri

Che meraviglia che i numeri di cellulare cambino mentre quelli di casa rimangono gli stessi potresti chiamare tutti con la certezza di trovarli basterebbe un po' di coraggio, invece no.
Non lo fai
ciao ci vediamo in giro