martedì 31 dicembre 2013

ci sentiamo il prossimo anno

A prescindere dal fatto che domani sia il primo giorno di un altro anno, è da un po' che penso a quanto sia cambiata negli ultimi anni. Sono cresciuta e sono cambiata, sto diventando sempre più "l'uomo" della situazione e non mi impressionano nè le cose belle nè quelle brutte, solo i documentari, ecco quelli un sacco, in particolare l'altro giorno sono rimasta piacevolissimamente colpita dal parto del canguro, che meraviglia! Questo microfeto esce dalla mamma, non sa niente del mondo eppure sa esattamente dove andare e piano piano risale la pancia e si infila nel marsupio della sua mamma e sta lì finché non è abbastanza forte per camminare da solo. Adoro tutto questo, la natura è perfetta, è l'uomo che è sbagliato.
Ma si parlava di me, dicevo, sono cambiata, ho messo (quasi) ordine nella mia vita, almeno dal punto di vista delle amicizie, ho cancellato tutte le persone non compatibili con me, il risultato: ho pochi amici, si contano sulle dita di una mano, ma per loro quella mano me la taglierei anche. 
E oggi mi sento estremamente ottimista, evento raro nei miei diciannove anni di vita, e dico che andrà tutto bene. Tutto si sistemerà e sarà un bellissimo anno ( lo devo scrivere per autoconvincermene).
Alla fine non ho scritto niente
era tutto uno stratagemma per parlare del parto del canguro,
se avete tempo cercatelo su youtube
ragazzi
una cosa mozzafiato


sabato 28 dicembre 2013

ho una bilancia in casa ed è una cosa bruttissima
è un casino davvero

martedì 24 dicembre 2013

è normale

È la vigilia di Natale ed io sto per scoppiare a piangere. Amo il Natale, fondamentalmente perché è triste e amo le cose tristi, ma anche per tutta l'atmosfera, le lucine, i regali (quanto sono materialista) e tutto il resto e non vorrei proprio scoppiare a piangere adesso. Nemmeno i pezzi di vetro di quando ho rotto i bicchieri per te mi stanno aiutando, non sento più niente, non sento nemmeno il sangue che brucia un po' uscendo dai tagli sui polsi. Vorrei solo piangere.
Non sono il tipo che si chiede "perché deve essere tutto complicato?" perché sinceramente non mi interessa, vorrei solo avere qualcuno che si interessi di me, invece mi vedo sempre messa in secondo piano e sinceramente mi sarei anche rotta il cazzo. Ma forse è normale, è normale vomitare dopo ogni pasto, è normale pensare oddio che brava non vomito da tanto...ah no sabato l'ho fatto...ah anche domenica...oh anche ieri sera..., è normale prendere pezzi di vetro e farli giocare con i miei polsi.
È questo che mi fate pensare tutti
che sia   n o r m a l e.

mercoledì 11 dicembre 2013

forse

Sento ancora una volta il bisogno di scrivere, in generale avrò scritto centinai di post con questo inizio che non sono mai stati pubblicati (spesso perché venivo chiamata per fare altro) quindi non so quanta possibilità di sopravvivenza possa avere questo e, considerato che ho studiato statistica oggi, è anche la prova di quanto sia una materia noiosaa noiosissima e lo dice anche chi la insegna...
Non credo di sentirmi sola, credo di sentirmi pronta ad esserlo, forse è tutta questa situazione che me lo fa pensare, ma spesso credo di voler stare da sola sentimentalmente parlando per un po', o forse perché tutti mettono in dubbio la mia sessualità ultimamente.

Forse se avessi scelto la fotografia (e sono ancora in tempo per farlo, quindi non è un rimpianto questo) adesso starei meglio, però è un altro forse e io non lo so e non mi interessa nemmeno, forse, però so che probabilmente è così (ancora statistica).


Fondamentalmente non ho voglia di ritrovarmi daccapo con nuova storia, nuove complicazioni, nuove prime volte, in generale, odio le prime volte, forse. Perché non sono capace, la prima volta mettiamo che prendo il treno con una persona anche se prendo il treno tutte le mattine mi sento male, ma male da buttarmici sotto, al treno, e così con tutto. Figuriamoci con tutte le carezzine, i baci gli abbracci l'amarsi a letto sotto le coperte.
Non si può partire dalla seconda volta? 
Più razionale ci sarebbe l'affrontare tutte le prime volte da ubriaca. Ma meno sano, forse.





Stamattina ho riempito un buco allo stomaco con la cioccolata delle macchinette dell'università e mi è venuto mal di pancia.







venerdì 25 ottobre 2013

LIBRETTO DI ISTRUZIONI

Credo che finirà per essere uno sfogo (end up with, scusate ma non ne posso fare a meno, ormai mi capita di pensare in inglese o, quando sento parlare in italiano alla tv, di tradurre in inglese come se fossero doppiati), ma in realtà vuole essere un libretto di istruzioni. Sembra ridicolo, è ridicolo, ma almeno mi autoconvinco che non è poi così difficile starmi vicino.

  1. In primis, chi  vi ha fatto credere che io sia una donna di ghiaccio senza sentimenti, a cui non piacciono i gesti di affetto? (Forse proprio io)
    A me piacciono i messaggini del cazzo, i cuoricini, i fiori e le carezze. Non ne vado matta, ma mi piacciono. Non so solo come comportarmi, sono impacciata, ho sofferto di carenze affettive e non so davvero come reagire, ma questo non significa che non mi faccia piacere essere abbracciata. Se sono  a mio agio sono anche parecchio affettuosa. Se io mi blocco però e voi vi bloccate di conseguenza allora non mi aiutate per niente.
  2. Legato al punto uno, sembra quasi incoerente ma è così: per quanto mi piacciano i baci e gli abbracci, a volte non mi va proprio. E niente, non è perché vi odio, non mi va e basta. Ho la luna storta, sono nervosa, bella, non è un problema vostro, è mio. Ne fate uno vostro se non vi sforzate di capire che sempre sarà così, dopo un po' le cose mi stuccano, ma basta aspettare, non credo sia difficile.
  3. Non sono una che ha bisogno di parlare e stare costantemente con le proprie amiche
  4. A me piace stare da sola e fare le cose da sola, un po' come Watanabe di Norwegian wood, mi piace leggere, disegnare, studiare, passeggiare. Quindi è normale che a volte rimanga un po'sulle mie, questo non significa che non mi piaccia stare in compagnia.
  5. Mi piace nonostante tutto che le persone non si diano per vinte con me, mi piacciono le persone insistenti, non sono così dura come appaio, basta solo insistere (mi piace farmi desiderare)
  6. Mi piacciono i fatti, ma mi piacciono molto anche le parole.
    Mi piace sentirmi dire le cose (che rompi scatole che sono)  lo adoro.
  7. Non mi piacciono i complimenti, questo non significa che non mi piaccia sentirmi bella, solo che, ci risiamo, non so come comportarmi quando ne ricevo.
  8. Non sopporto la gente che non si scompone, che sta in mezzo al marciapiede e non ti fa passare, cose del genere...

martedì 8 ottobre 2013

Sommario delle disgrazie

Che cosa dovrei fare? Come dovrei interpretare i tuoi messaggi da ubriaco (che poi non sono tanto diversi in contenuto di quelli da sobrio)? È una storia che non finirà mai proprio perché non è mai iniziata.
Ho perso te, ho perso la mia migliore amica che continua a mandarmi messaggi criptici in cui si assume la colpe e poi non fa niente per recuperare.
Ho perso l'occasione della mia vita.
Mi incazzo perché tutti sottovalutano quello che faccio e quindi mi sto convincendo che vomitare dopo ogni pasto sia una cosa normale.
Non faccio niente dalla mattina alla sera, non mi sono nemmeno goduta settembre.
Ho un mal di denti assurdo.
Mi sveglio presto tutte le mattine
mi annoio.
Non trovo nessuno a cui fare delle foto.
Che vita di merda

giovedì 29 agosto 2013

noi- prima persona plurale

Ho letto le parole di una ragazza, parlava dei nostri comportamenti, diceva che tutti nascono da un vuoto che abbiamo dentro che non siamo in grado di controllare, delle cui cause magari non siamo neppure a conoscenza. Diceva che non riuscendo a gestirli, ci interessiamo a noi, al nostro copro, qualcosa che possiamo cambiare, gestire, oserei dire, ditruggere. E ci sentiamo potenti. Io credo di non riuscire a gestire più nemmeno quello. E la cosa che mi spaventa di più è il fatto che dall'inizio di questo post io abbia usato la prima persona plurale, come se mi fossi arresa a ciò di cui faccio parte, ormai.
Credo che dipenda anche dalla scarsa considerazione che ho di me, di tutti gli sbagli che ho fatto e che adesso gorgliano nel mio stomaco, da quanto io mi detesti. 

Con l'abbronzatura le sottili linee sui miei polsi brillano
modi di scaricare la tensione,
diceva quella ragazza.
Come quella sera quando mi hai detto "l'unica cosa che dovevi fare non la hai fatta" e mi sono odiata da morire, per aver fatto male a te
a lui
e a me.
E la tensione, diciamolo, era alle stelle.

mercoledì 28 agosto 2013

Still here

E siamo ancora qui. Siamo sempre solo io e me stessa, l'acqua aperta che scorre e nasconde tutti i rumori. La gente che si preoccupa che io studi troppo e che questo mi possa togliere il sorriso, quando il sorriso, io, lo ho vomitato parecchio tempo fa.
Siamo ancora io e voi
E voi che non avete il coraggio di parlarne

martedì 27 agosto 2013

la legge del tutto o del nulla.

Vorrei che con noi funzionasse la legge fisica del tutto o del nulla.
Mi hai sempre detto che non saremmo mai stati amici ed è vero. Siamo quella cosa dolorosa che c'è tra "due che si piacciono ma...". Siamo baci, parole dolci e poi silenzi. Siamo aspettative, bocche piene di sospiri e cuori bradicardici. Siamo i "fatti una tua vita", "non riesco a non pensarti", "volevo solo sapere se tu stessi bene".  
Vorrei potessimo essere tutto. O nulla. Vorrei che non esistessero impulsi tali da farci essere in questa cazzo di situazione intermedia, in cui siamo un qualcosa di non ben decifrabile, che mi fa solo venire un gran mal di testa.

lunedì 26 agosto 2013

Cambiamenti

Sono sempre stata una persona incostante. Sempre indecisa e sempre con la voglia di cambiare tutto, anche le piccole cose, le foto profilo degli account, gli sfondi dei blog. Ho imparato a lasciare le cose invariate adesso. Ma dopo anni era giunta l'ora di cambiare e dare aria a questo postaccio.Non so se funzioni come con i capelli, ma che porti cambiamenti? Non sono sicura di sentirne la necessità. Mi sembra di non provare più alcuna cosa, mi sembra che tra tutte le altre cose io abbia vomitato anche il cuore. 
Ho imparato a mettere la pellicola sul telefono.
Mi ero fatta crescere le unghie come non mai, me lo sono mangiate.
Ho guardato un film horror per la prima volta al cinema.
Un granchio ha camminato allegramente sulla mia pancia.
Ho chiuso con la mia migliore amica.
Ho mangiato una barca di sushi da sola.
E altre cose che ora non ricordo.


lunedì 29 aprile 2013

vaffanculo #1 (perché so che ce ne saranno ancora altre)

Mi dico
non c'è qualcuno che non mi abbia mai delusa nell'ultimo periodo

Mi dico
non c'è qualcuno che non mi abbia mai delusa
e basta

Poi
penso
come si fa di solito a tarda notte
ma alle sette di sera
chissà quante persone ho deluso io
e allora
vaffanculo
e potete mandarmici
anche voi

sabato 27 aprile 2013

anni zero

Mentre qualcuno si chiede che cosa raccontare di questi anni zero
io rispondo che parlerei di te
di noi
di voi

di come siamo stati bravi a non parlare

a darci degli addii meravigliosi senza dirci alcuna cosa

Racconterei di tutte le lacrime che ho versato
vomitato
quelle in cui sono naufragata
inciampata

Dei baci nascosti
delle scalinate
delle risate a dirotto
e a dire tutti gli altri numeri...


lunedì 1 aprile 2013

inno alla città

Questa è una cosa che avrei voluto scrivere la scorsa notte, ma mi si chiudevano gli occhi. Ci ho pensato tutto il tempo e le parole dentro proprio non volevano stare. Pensavo che ho sempre difficoltà ad addormentarmi in posti sperduti nel nulla, non in quanto tali, ma perché vi è troppo silenzio. Sono abituata a vivere con il suono delle ruote sull'asfalto, dei clackson, dei bambini che strillano e le madri che urlano loro di non attraversare la strada, e mi piace. Le città parlano. Amo i prati e la campagna, ma la città parla. A notte fonda si sente un suono profondo come se da un punto di luce si irradiassero dei raggi, la cui luminosità va illanguidendosi man mano che si allontanano dal centro, ed è bellissimo.

giovedì 7 febbraio 2013

SONO INCAZZATA NERA

Facendo due conti, facendo due calcoli, insomma, nella mia vita non ho fatto altro che perdere.
Ho perso persone che non sono stata in grado di tenere stretta a me, a cui non sono stata mai abbastanza vicina, a cui non ho mai dimostrato quello che avrei voluto e dovuto. Ho perso le parti più importanti di me. Ho perso occasioni di urlare le cose in faccia a qualcuno. Ho perso tempo. Ho perso le parole. Ho perso anche me stessa.
Ma dio cane fatemi perdere anche peso

mercoledì 30 gennaio 2013

Qualcuno una volta mi ha detto che una persona come me ha tutto il diritto di aspettarsi qualcosa dalle persone.
A me sembra sempre di chiedere troppo. Niente, solo di essere ascoltata. Voglio essere presa e voglio che mi venga urlato in faccia perché cazzo fai così? E invece niente. Qualche buona anima che legge queste stupide parole ogni tanto mi chiede come sto o mi dice di smetterla o di smetterla di iniettarmi gli occhi di sangue, come se servisse a qualcosa. Vivo in una continua e malsana competizione con me stessa, ci siamo io ed io e chi non vince è uno schifo. E perdo sempre. Mi sembra di perdere sempre.