le auto passano a intervalli irregolari.
Si creano spazi di infinito silenzio.
silenzio.
E grande vuoto, in me.
giovedì 17 febbraio 2011
mercoledì 16 febbraio 2011
Andava illanguinendo in modo visibile a tutti, tranne che a lui. Ma ella sorrideva sempre, sempre: senza lamentarsi, perchè vedeva che il pittore traeva da quel suo impegno un piacere fervido e ardente, e giorno e notte lavorava per ritrarre colei che tanto l'amava, e che tuttavia di giorno in giorno diveniva più languida ed estenuata.
martedì 15 febbraio 2011
sabato 12 febbraio 2011
scusami, non prenderla a male come tutte le cose che faccio o scrivo, questa è vecchia, è di agosto, mi piaceva e l'ho scritta anche qui, niente di più.
Sdraiati sull'asfalto lanciavamo sassi che superavano la legge di gravità e non cadevano. Sopra di noi una miriade di stelle, cinque cadenti. 'Prima o poi secondo me cadono tutte, te ci scherzi' non mi davi corda e fumavi quella tua sigaretta. La cenere rischiava di cadermi addosso. Usurpare i nomi delle costellazioni senza accorgersene, vedere la nebbia avvicinarsi, ricoprire i monti, dare ai pipistrelli nuovi posti in cui volare.
E' stato meglio lasciarci che non esserci incontrati mai,
come dice De Andrè, mi dicevi tu. e io storcevo il naso, ma forse hai ragione.
respiro sempre male ma almeno ho la testa a posto.
va bene così.
respiro sempre male ma almeno ho la testa a posto.
va bene così.
venerdì 11 febbraio 2011
sara
sei l'unica persona per la quale trovo la forza, in qualsiasi momento
sei sempre più importante di qualsiasi mio pretesto, di qualsiasi mia scusa e cerco nelle mie sofferenze, che sono cazzate, che sono solo mie e delle quali nessuno sa un cazzo e che magari nemmeno esistono, la forza, un qualcosa per alleviare le tue e magari non ci riesco. ma davvero io andrei al mercato a comprare un nuovo paio di braccia per abbracciarti ma devi accontentarti delle mie, per quanto distrutte, perchè non ne ho trovate della mia misura.
sei sempre più importante di qualsiasi mio pretesto, di qualsiasi mia scusa e cerco nelle mie sofferenze, che sono cazzate, che sono solo mie e delle quali nessuno sa un cazzo e che magari nemmeno esistono, la forza, un qualcosa per alleviare le tue e magari non ci riesco. ma davvero io andrei al mercato a comprare un nuovo paio di braccia per abbracciarti ma devi accontentarti delle mie, per quanto distrutte, perchè non ne ho trovate della mia misura.
l'avevo scritta quest'estate e stavo meglio anche se scrivevo cazzate
Vorrei morire ora e rinascere in granoturco o non so esiste un granofinlandese? ecco sì, rinascerei in quello. Tra spiga e spiga e direi all'altra spiga 'ciao' e lei probabilmente non saprebbe rispondermi, allora io continuerei a dire ciao finchè non capirei che forse quella spiga non sa capirmi non sa ascoltare e non sa di non capire e non sa di ascoltare è soltanto una spiga, e quando capirò di essere pur'io soltanto una spiga allora non sarò più tanto felice di essere rinata in granoturco o granofinlandese che sia. Però almeno sarei grano per poi diventare pane e pagnotta (pagnotta perchè ha un bel suono, altrimenti anche solo pane sarebbe andato bene) o meglio impasto per fare pane e pagnotta e quando sarei in cucina insieme agli altri impasti, inizierei a dire 'ciao' all'impasto accanto a me finchè mi ricorderei del precedente episodio con le spighe e mi ricorderei della mia precedente sofferenza e della mia precedente delusione e quindi smetterei. Presa poi in mano da abili panettieri inizieri tutta a essere scossa e ritornerei a essere un impasto semplicemente un poco più scosso. E poi finirei a morire nel forno e quindi non so, ha tanto senso voler morire ora?
martedì 8 febbraio 2011
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