Rifammi i tuoi monologhi sull'amianto e sui tetti.
Tanto come allora non li ascolterei, o poco, o forse quanto basta. Come allora sarei più concentrata a osservare l'aria sognante che puntualmente hai quando racconti qualcosa, ad ascoltare il suono della tua voce quando stai per finire una frase o a invidiare le sillabe che accenti. Rifammi magari anche i tuoi monologhi sulla mia bocca.
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