domenica 29 maggio 2011

Non ne ho proprio più voglia e non è colpa della domenica. Sto tornando a ridere a dirotto per poi piangere e dare la colpa alle risate, e non mi succedeva da un po' e sarà l'estate o quello che volete ma non sforzatevi ché mi fate incazzare ancora di più. Fate anzi finta di niente, tanto non mi capite o non voglio farmi capire. Perchè se vi parlo di piazza d'Armi e mi chiedete che cosa c'entri vuol dire che io non mi debba nemmeno soffermare a spiegarvi e fare finta di niente a mia volta.  (fare finta di niente è troppo ricorrente)
Parlo degli altri per parlavi di me ma proprio non ci arrivate, e se ti dico che lo capisco moltissimo ci sarà un perchè? Per un principio di sovrabbondanza sono troppo poca per uscirne fuori. E mi viene da vomitare tutto quello che non ho mangiato e la mia pelle è sempre più bianca,  come diceva la Sara? Per mancanza di calore corporeo (?).
E forse una persona che mi fa ridere non basta perchè mi faccio ridere da sola, anche troppo. 
E forse era davvero meglio quando si rideva e si ballava solo per la mietitura, non avrei avuto problemi e mal di testa, soltanto i capelli ancora più biondi.


anche se ne parlo con naturalezza non vuol dire nulla

mercoledì 25 maggio 2011

Saresti in grado di capire perchè ho gli occhi lucidi senza che io parli e per me sarebbe molto più comodo, ma non poss(iam)o.

sabato 21 maggio 2011

Sai cosa faccio ora? Prendo due belle parentesi tonde e ti ci metto dentro.
Perchè mi piace così, che da quanto ti ho detto che non sei buono a salutare ci stai più attento e mi dici buonanotte e ciao senza farfugliare. E ci stai così bene tra parentesi, (tutti lì dentro sono più belli).
Mi piacciono le parentesi che traspaiono dai tuoi discorsi e che pensi che io non sappia leggere, ma ti sbagli e io continuo a fare finta di niente. Perchè è la cosa che mi riesce meglio, fare finta di niente.
Poi penso alle parole che mi sussurravi sabato per quali, prima di aver bevuto, ridevo e mi fanno un po' paura.
Mettiamo anche quelle tra parentesi e sentiamoci tra qualche minuto al telefono.

mercoledì 11 maggio 2011

guerre civili

Ora che "l'ultimissimo" è l'ultimo per quanto riguarda questo giorno e io mi chiedo se dire arrivederci ai signori che si siedono davanti a noi per stare al fresco e che ci mettono in imbarazzo.
E io posso fare molte più cose di te ma non ci sono abituata, ma purtroppo mi abituo facilmente e ci saranno molte guerre, nessuna fredda. Qualcuna civile.

lunedì 9 maggio 2011

Alle 5 e mezzo ero in ritardo per il the, mi dicevi
e alle 7 e mezzo eravamo in ritardo per gli orari di chiusura dei parchi, orari di chiusura dei quali non sapevamo l'esistenza
e ne siamo stati informati da quella signora dai capelli rossi
Avevo paura che non riuscissi a respirare per via del raffreddore
e ti sussurravo 'ora ho anche io il raffreddore'.

sabato 30 aprile 2011

Ed eccoci, non so più cosa fare. Non so più cosa volere, così mi circondo di cose e persone che non c'entrano niente. Ed ho pure le nause mattutine e le pasticche di Plasil nelle tasche dei jeans che tiro fuori nei corridori a scuola perchè solo l'unica cosa che ultimamente mi fa stare pressapoco bene. E quella volta che stavo male e mi sono ritrovata da sola su un letto a combattere ho usato il bicarbonato e ho vomitato tutto e una persona mi aveva detto che quella giornata era stata una noia mortale, senza di me: questo mi fece egoisticamente sorridere al telefono, come tutte le volte.
Poi stasera non so cosa accadrà, perchè non ho più voglia di qualcuno che mi chiami e che mi chieda come sto, se mi va di uscire, tanto non avrei voglia di uscire, ma lo farei lo stesso, perchè lo so, mi piace nuotare nelle paludi e mi lamento se ne esco piena di alghe, lo so. Non ho voglia dei baci o delle mani nelle mani.
Ma me la sono fatta passare da sola, la voglia.
E tu sei diventata una persona molto triste sai, non mi fai più sorridere.

lunedì 25 aprile 2011

"Che palle, facciamo una scampagnata per pasquetta, okay?"
e invece ho solo il raffreddore.

domenica 20 marzo 2011

le esplosioni di mercato nei tuoi pantaloni.

addirittura devono esistere i tuoi sosia, sugli autobus tornando dal mec che mi guardano dietro gli occhialini rotondi come facevi tu, e in spiaggia a torso nudo, che si spostano i capelli dagli occhi come te e che si mettono le mani sui fianchi come te. e che stanno nel posto dove i monti ci proteggievano.